AFRODITE
Afrodite è la dea della bellezza, dell’amore (più precisamente dell’amore sensuale e sessuale) e della procreazione. Per i romani ella è la dea Venere. In quanto dea dell’Amore, come suo figlio Eros, lei può fare in modo che qualcuno si innamori di qualcun altro, ma senza necessità di frecce dorate. Questa capacità può usarla sia a scopo benevolo, per favorire un suo prediletto, sia a scopo maligno, come ad esempio per vendicarsi.
Per quanto riguarda le sue origini, secondo Omero è figlia di Zeus, mentre secondo Esiodo la dea nasce dal solo Urano quando viene evirato da Crono. Altre fonti la vogliono figlia di Urano ed Emera. Apollodoro segue la tradizione omerica, dicendola figlia di Zeus e di Dione, una titanide che Esiodo invece non cita.
Ad ogni modo, la versione più menzionata sulle origini della dea è quella esiodea, ossia quella che prevede la sua nascita dalla spuma del mare in seguito all’evirazione di Urano, resa famosa anche dal famosissimo dipinto di Sandro Botticelli, “La nascita di Venere”. L’episodio le attribuisce anche diverse epiclesi: Citerea (perché nata a Citera secondo alcuni), Ciprogenea (perché nata a Cipro secondo altri), Afrogenea (nata dalla schiuma) e Filommedea (nata dai genitali).
La nascita di Venere
Urano, divinità primigenia padre dei Titani, dei Ciclopi e degli Ecatonchiri, aveva un comportamento feroce con i suoi figli, per i quali provava un profondo odio. Rinchiuse i Ciclopi e gli Ecatonchiri nei recessi della “terra”, senza mai consentirgli di venire alla luce, e riservò lo stesso trattamento ai Titani, complice una profezia che incombeva su di lui, secondo cui uno dei suoi figli gli avrebbe sottratto il governo dell’universo.
Ma Gea, sua moglie, era stanca dei soprusi e dei maltrattamenti che i pargoli subivano, perciò fabbricò un falcetto e lo affidò a Crono, il più giovane dei Titani, e insieme studiarono un piano per sconfiggere Urano. Al momento giusto, quando Urano discese dalla volta stellata per unirsi a Gea, Crono balzò fuori e con il falcetto evirò suo padre. I genitali di Urano, caduti nel mare insieme a gocce del suo seme e del suo sangue, furono trasportati dalle onde e, passando per Citera, giungono a Cipro, dove una dea bellissima emerse dalla schiuma che circondava i genitali: Afrodite.

Gli amori della dea Afrodite
Ares (Marte)
Comunemente ella è sposata con Efesto (Vulcano) ma il suo amore più ricorrente è quello con il dio Ares (Marte), dal quale ha anche i figli Phobos (Paura), Deimos (Terrore) e Armonia. Armonia diventerà la moglie di Cadmo e sarà madre, tra gli altri, di Semele, a sua volta madre del dio Dioniso (Bacco). Afrodite ed Ares sono quindi i nonni di Dioniso! Il tradimento di Afrodite con Ares ai danni di Efesto, è oggetto di un mito che fa da sfondo alla bellissima leggenda sull’origine dei girasoli.

Infatti Elio, lo splendente dio-titano del Sole, che tutto vede, fece la spia ad Efesto; il fabbro degli dei, profondamente ferito e indignato, architettò uno stratagemma per cogliere in flagrante i due. Fabbricò quindi delle catene invisibili pensate appositamente per scattare e intrappolare i due amanti e le sistemò intorno al loro letto nuziale. Quando Afrodite ed Ares si recarono effettivamente lì per amoreggiare, si ritrovarono improvvisamente incatenati in pose umilianti, senza neanche sapere come. Tutti gli dèi furono chiamati a testimoniare l’accaduto ed Ares e Afrodite subirono una grande umiliazione. Afrodite, parecchio arrabbiata con Elio per aver fatto la spia, lo punì facendolo innamorare di Leucotoe (è l’introduzione al mito del girasole).
Anchise
Anchise è un pastore della Frigia di cui la dea si innamora quando lo vede mentre porta al pascolo le sue mandrie. Convinta che sia necessario, la dea tramuta il suo aspetto in quello di una principessa frigia per conquistare il cuore di Anchise. Più tardi però, quando ormai sono amanti in piena regola, gli rivela la sua vera identità, perché deve dargli anche un’altra notizia, cioè che aspetta un eroico bambino: Enea. Oltre ad Enea, da Afrodite ed Anchise nasce anche il meno celebre Liro.
Adone
Adone è un fanciullo di una bellezza straordinaria, nato da una storia di inganno e incesto. Sua madre, Smirna o Mirra, cadde vittima di una vendetta di Afrodite o delle Erinni, e a causa di ciò si innamorò di suo padre. Quasi sul punto del suicidio, in preda ai tormenti che ciò che provava le causava, venne soccorsa dalla sua balia, che decise di aiutarla a realizzare il suo desiderio, pur di non dover vederla morire. La balia ingannò il padre di Mirra e organizzò l’incontro amoroso tra la ben consapevole figlia e l’ignaro padre.
Ma quando il padre scoprì il misfatto, si adirò talmente tanto che inseguì sua figlia con una spada; lei fuggì e chiese aiuto agli dèi, che la trasformarono in un albero, attraverso cui lei piange lacrime di mirra. Ma la fanciulla era rimasta incinta e l’albero diede vita ad Adone.
Una volta cresciuto, Adone diventa l’amante di Afrodite, catturata dalla sua eccezionale bellezza (o forse colpita per sbaglio da una freccia dorata di Eros) e i due trascorrono quasi tutto il loro tempo insieme. Ma un triste giorno, in assenza della dea, il giovane viene ucciso da un cinghiale. Afrodite, colpita da un dolore profondo, vuole rendere indelebile la memoria di Adone e dal suo sangue fa in modo che nasca un fiore: l’anemone.

Il ruolo di Afrodite nello scoppio della guerra di Troia
Afrodite gioca un ruolo abbastanza fondamentale nello scoppio della guerra di Troia. La cosa è andata così: tutti sappiamo che il motivo è fondamentalmente il rapimento di Elena da parte di Paride, ma c’è un episodio fondamentale che ha portato al ratto della bella spartana, conosciuto come “la mela della discordia“.
Eris, la dea della Discordia, sdegnata per non essere stata invitata ad un banchetto degli dèi, si presentò durante il convivio e fece rotolare una mela sul tavolo; sul frutto aveva inciso “alla più bella”. Atena, Era ed Afrodite si guardarono, perché ognuna di loro pensava che fosse per lei. Da ciò nacque un litigio, che era il preciso scopo di Eris; poi, per decidere chi fosse la destinataria, venne chiamato al giudizio Paride, troiano figlio del re Priamo. Ogni dea promise qualcosa a Paride: Era gli promise il potere sugli uomini, Atena la vittoria in guerra ed Afrodite…beh, l’amore della donna più bella del mondo, Elena. E Paride scelse Elena, dichiarando Afrodite la più bella tra la tre dee.