COSTELLAZIONE DI ERCOLE (INGINOCCHIATO)
La costellazione di Ercole, o Eracle, rientra tra le costellazioni più vaste del nostro cielo boreale ed è presente tra le costellazioni citate dal poeta latino Igino nella sua Mitologia Astrale. Tuttavia, al tempo di Igino, essa non era conosciuta con questo nome, bensì come “l’Inginocchiato”, poiché esistevano moltissime fonti differenti che attribuivano alla costellazione diverse identificazioni. Infatti Igino fornisce due varianti che pongono come protagonista l’eroe Ercole, ma anche molte altre versioni secondo le quali la figura dell’Inginocchiato mostra altri personaggi e racconta leggende molto diverse (tra poco con calma ve le spieghiamo tutte quante).
Le stelle che compongono questo “arcipelago stellato” sono disposte con una forma che ricorda quella di un uomo piegato su un ginocchio e con le braccia leggermente sollevate, forse in segno di supplica, forse in atto di lotta.

Miti e leggende sulla costellazione di Ercole
Ercole
La lotta con il drago Ladone
La versione più accreditata sul protagonista della costellazione è quella che identifica la figura dell’Inginocchiato con Ercole che sovrasta il vicino Drago, poco prima dell’inizio della lotta che coinvolge i due, durante l’undecima fatica dell’eroe. Il drago, custode delle mele dorate dell’albero delle Esperidi, fu ucciso da Eracle, a cui era stato imposto di rubare i pomi dorati. L’immagine fu trasferita tra gli astri da Zeus in persona, rimasto colpito dalla lotta che ne seguì.
Ercole si erge con le braccia sollevate verso l’alto, reggendo nella mano sinistra la pelle del leone di Nemea e nella destra la sua clava, pronto a colpire il Drago; l’eroe si puntella su un ginocchio, da cui il nome antico della costellazione, l’Inginocchiato. Il Drago si estende al di sotto di lui, con la testa alzata.
La lotta con i Liguri
Una variante del mito racconta che la costellazione di Ercole rappresenta l’eroe caduto in ginocchio a causa della lotta non con il Drago, bensì con Ialebione e Dercino, due Liguri figli di Poseidone con cui l’eroe si scontrò quando, dopo aver rubato i buoi di Gerione (è la decima fatica), i Liguri gli sbarrarono la strada e tentarono di sottrargli le bestie. Si dice che questi nemici fossero tantissimi, comandati dai due figli di Poseidone, e che Eracle ne uccise molti ma, quando terminò le frecce, si trovò in difficoltà poiché venne assalito da tutti quelli che erano rimasti, che erano ancora numerosi; perciò, quasi stremato, cadde in ginocchio.
E’ questo il momento che è stato impresso nella volta stellata. Per fortuna la provvidenza (vale a dire Zeus) fece trovare all’eroe una moltitudine di pietre tutto intorno, grazie alle quali riuscì a sconfiggere i Liguri e a portare a termine la sua missione.

Teseo

Secondo alcune versioni l’immagine della costellazione mostra Teseo quando a Trezene sollevò il masso sotto cui era stata posta una spada da suo padre Egeo; l’eroe doveva dare prova del suo valore sollevando la roccia e recuperando la spada. La scena trasferita tra le stelle sarebbe quindi quella dell’eroe nello sforzo immane di sollevare questo masso pesantissimo.
Quando guardiamo l’Inginocchiato e crediamo che si tratti di Teseo, allora la vicina Lira deve essere per forza la sua; infatti l’eroe era ben istruito nel suonare questo strumento. Allo stesso modo, la vicina costellazione della Corona mostra probabilmente il gioiello di Arianna.
Tamiri
Tra le fonti più antiche sulla costellazione dell’Inginocchiato troviamo quelle che identificano il protagonista con Tamiri, figlio della ninfa Argiope e di Filammone, antico musico amico strettissimo delle Muse. Costui fece uno sbaglio enorme, peccando di spavalderia. Convinto della sua bravura nel suonare la cetra, pensò bene di sfidare le nove ninfe in una gara di musica e proponendo i premi in questo modo: se lui fosse uscito vincitore, avrebbe fatto l’amore con tutte loro; se invece avesse perso, loro avrebbero potuto fare di lui ciò che più desideravano.
L’arrogante musico perse in maniera umiliante la sfida e le Muse quindi decisero di punirlo, sfruttando il “premio” in palio: gli tolsero sia la vista che la capacità di suonare la cetra. La rappresentazione stellata mostrerebbe quindi il musico in atto di supplica verso le Muse, poco prima che esse lo privino di tutto ciò che gli è più caro.

Altre identificazioni
Ulteriori versioni narrano che colui che vediamo inginocchiato sia Ceteo, figlio di Licaone, che in questa posizione si dispera per la trasformazione di Callisto in orsa (trasposta poi nella costellazione dell’Orsa Maggiore) e con le braccia al cielo implora la sua restituzione.
Qualche fonte individua il protagonista con Orfeo, caduto vittima della follia delle Baccanti, aizzate contro di lui da Dioniso stesso; sembra infatti che Orfeo disprezzasse e disconoscesse il dio.
Secondo altri l’Inginocchiato sarebbe Issione, in atto di supplica per i molti peccati commessi, tra cui l’uccisione del suocero e il tentato stupro di Era.
Per altri ancora è Prometeo, incatenato sul Caucaso.
Altre versioni ancora invece attestano che l’immagine della costellazione di Ercole non sia identificabile con nessun personaggio specifico e che si tratti piuttosto di una sorta di fantasma di un uomo affaticato e afflitto, e la sua posizione denoterebbe la sua stanchezza, ragione per cui alle origini la costellazione era conosciuta genericamente come l’Inginocchiato.