COSTELLAZIONE DI ORIONE
Dove si trova la costellazione di Orione e come riconoscerla

La costellazione di Orione è una delle più riconoscibili del cielo notturno e fa parte delle 88 costellazioni moderne. Situata sull’equatore celeste, è particolarmente visibile durante le notti invernali dall’emisfero boreale e deve la sua fama alla caratteristica Cintura di Orione, formata dalle tre stelle allineate Alnitak, Alnilam e Mintaka, che permettono di individuarla facilmente nel firmamento. Nel complesso, la costellazione ricorda molto una caffettiera, o anche una clessidra.
Questa costellazione è circondata da altre figure celesti legate alla stessa tradizione mitologica. La costellazione del Toro si trova nelle sue vicinanze, mentre poco più in basso brilla Sirio, la stella principale della costellazione del Cane Maggiore, spesso identificata con il cane del grande cacciatore Orione.
Vicino ad essa compare anche il gruppo stellare delle Pleiadi, che secondo la mitologia greca fuggono da Orione proprio come accadeva sulla terra. Ma il legame più interessante è quello con la costellazione dello Scorpione: le due costellazioni non sono mai visibili contemporaneamente nel cielo, perché quando una sorge l’altra tramonta. Secondo la tradizione mitologica questo fenomeno rappresenta l’eterna caccia tra il cacciatore Orione e lo scorpione che, in alcune versioni del mito, fu la causa della sua morte.
Il mito di Orione e le storie che spiegano la sua presenza tra le stelle sono numerose e furono raccontate da diversi autori dell’antichità. Tra questi vi è anche Igino, che nella Mitologia Astrale raccolse molte delle leggende legate all’origine delle costellazioni. Ma chi era davvero Orione e come finì nel firmamento?
Il mito di Orione: la nascita dell'affascinante cacciatore
Prima di raccontarvi il mito di Orione (anzi, i miti) e come si sia formata la costellazione che porta il suo nome, capiamo chi era. Abbiamo opinioni diverse su chi fossero i suoi genitori. La tradizione antica lo vuole figlio di Euriale (a sua volta figlia di Minosse) e di Poseidone; avere il dio del mare come padre spiegherebbe il suo dono di camminare sulle acque. Dall’altro lato invece c’è chi racconta che fosse figlio di un certo Irieo di Tebe.
La storia è che Irieo un giorno fu molto ospitale con Zeus ed Ermes (Giove e Mercurio per i romani), i quali gli concessero di avere un figlio, da solo. Ma… in che modo? I due Dei fecero uccidere un bel bue ad Irieo e poi gli chiesero la pelle di questa bestia. Vi chiederete, come sacrificio? Macchè! I due Dei ci fecero la pipì sopra e la sotterrarono. E proprio dal punto in cui avevano sotterrato la pelle, nacque un bambino, che Irieo chiamò Ureo. Sì, da “orinare”. Poi il nome fu modificato in Orione, forse perché era meno esplicito e indicava vagamente la sua “origine”.
Molto probabilmente qui c’è una forzatura paretimologica (sebbene simpatica) però la nascita di Orione dalla terra spiegherebbe effettivamente i suoi temperamenti e la sua enorme stazza. Infatti la maggior parte dei “mostri” della mitologia greca hanno in comune proprio la genesi terrestre. Ma Orione era tutt’altro che un mostro, esteticamente parlando; si diceva che fosse bellissimo ed attraente, oltre che un fiero cacciatore.
Perché Orione è diventato una costellazione
Il mito di Orione tra passione, inganno e morte
All’inizio della storia Orione è sposato con Side; questa fanciulla ha la sfacciata idea di vantarsi di essere più bella di Era (la moglie di Zeus). La Dea quindi rinchiude Side nell’Ade. In seguito a ciò, Orione parte per l’isola di Chio, chiamato dal re Enopione per liberare l’isola attanagliata da belve feroci. Qui il cacciatore si innamora di Merope, figlia del re Enopione. Orione chiede al re la mano di sua figlia (secondo una variante invece le fa violenza). Ma Enopione prima lo fa ubriacare e poi lo acceca, al che Orione rapisce un operaio di Efesto di nome Cedalione.
Grazie alla guida di Cedalione, il nostro cacciatore arriva dove sorge il Sole, ed Elio gli restituisce la vista. A questo punto Orione vuole tornare da Enopione ma il re è introvabile perché si è nascosto in un rifugio. Nel frattempo Eos (l’Aurora) si è innamorata di Orione e lo rapisce per poi portarlo a Delo. Qui Orione sfida Artemide in una gara di lancio del disco ma ne esce perdente e viene ucciso da lei. Secondo alcune varianti del mito di Orione, Artemide lo uccide perché tenta di violentare Opi, una delle fanciulle al seguito della Dea.
Altre versioni ancora narrano che il fiero cacciatore tenti di violentare proprio Artemide, che per difendersi lo trafigge con le sue frecce. Ad ogni modo Artemide vuole comunque onorare la passione comune per la caccia e quindi, nonostante tutto, lo trasferisce tra le stelle, dando vita alla costellazione di Orione.

Il mito di Orione: la lotta con lo Scorpione
Una variante del mito di Orione appena raccontato vuole invece che Artemide, in seguito al tentativo di violenza, mandi uno scorpione enorme a uccidere il cacciatore. La belva e l’eroe duellano a lungo ed entrambi ci lasciano le penne e vengono trasformati nelle rispettive costellazioni: quella di Orione e quella dello Scorpione. Ma esistono ancora altre varianti! Secondo alcuni, Orione e Artemide erano diventati inseparabili compagni di caccia e Orione si vantava con lei delle sua abilità, proclamando che era in grado di uccidere qualsiasi creatura della terra. Così Gea, la Terra, presa la dichiarazione come segno di sfida, genera questo gigantesco scorpione e lo scatena contro Orione.
Dopo una lunga lotta, Orione riesce finalmente a uccidere lo scorpione, ma non prima che questo lo abbia punto mortalmente. Secondo una ulteriore variante, lo scorpione invece cerca di aggredire Leto, madre di Artemide. Orione si fionda a difenderla, riuscendo ad uccidere la bestia ma restando anche in questo caso ferito mortalmente. Zeus decide di porre lo Scorpione tra le stelle come avvertimento per gli uomini a non essere troppo spavaldi e Artemide, per onorare il sacrificio del suo amico, chiede che anche ad Orione venga concesso un posto nel firmamento, e così Zeus forma la costellazione di Orione. Il cacciatore viene collocato tra le stelle lontano dallo Scorpione e in modo che quando uno tramonta, l’altro sorge.

Il mito di Orione e Artemide
Le varianti del mito di Orione non sono mica finite! Secondo un’ulteriore storia, Orione e Artemide (Diana per i romani) sono innamorati, quasi sul punto di sposarsi. Ad Apollo però, fratello gemello di Artemide, lui non va a genio e, abbandonato ogni tentativo di dissuadere la sorella, gli si presenta un’occasione imperdibile. Vedendo un puntino quasi indistinguibile nuotare in lontananza, capisce che si tratta di Orione. Decide di sfidare la sorella dicendole che lei non sarebbe riuscita a colpire quel puntino con le frecce.
L’orgoglio della dea della caccia non si tocca e così Artemide, ignara di cosa quel puntino sia in realtà, scaglia la sua freccia e centra in piena testa Orione. Quando poi il cadavere dell’attraente cacciatore viene spinto sulla spiaggia dalle onde, Artemide capisce cosa è successo e si fa prendere dalla disperazione. Quindi trasferisce il suo amato tra le stelle, dando vita alla Costellazione di Orione.

La costellazione di Orione e del Toro: la lotta tra le stelle
La rappresentazione classica della costellazione di Orione mostra il possente cacciatore armato di bastone (o spada) e scudo mentre affronta la vicina costellazione del Toro. Sebbene Omero dica che Orione aveva effettivamente un bastone, non esiste un mito che racconti di questa lotta con il toro (è probabile infatti che in origine nella costellazione Orione fosse in realtà identificato con Eracle e che quel toro sia la rappresentazione della sua settima fatica).
Pleiadi e Orione: il mito dell'inseguimento nel cielo
Ora veniamo alla correlazione tra le Pleiadi e Orione. Le Pleiadi sono un ammasso stellare facilmente individuabile nella costellazione del Toro ed erano, in origine, le sette figlie di Atlante e Pleione.
Orione un bel giorno decise di macchiarsi di tentato stupro e mettersi all’inseguimento delle Pleiadi; una variante dice che fosse Pleione ad essere inseguita, per ben sette anni. Ad ogni modo, chiunque fosse l’oggetto del desiderio di Orione, il finale è che Zeus si impietosisce per le disperate fanciulle in fuga e così le trasforma in stelle. E verrebbe da pensare che le abbia sistemate lontane da Orione, così come ha messo Orione lontano dallo Scorpione, e invece no, gliele ha messe vicine. Così ancora oggi sembra che Orione insegua le Pleiadi nel firmamento.